Motogita con visita alla Certosa di Pontignano 11/10/2026
Se stai viaggiando tra Siena e il Chianti e vuoi scoprire un angolo nascosto e autentico, metti la Certosa di Pontignano in cima alla lista.
Leggendo questo breve consiglio è venuto naturale organizzare una motovisita a questa struttura e, mettendo insieme alcuni fondamentali ingredienti: una bella e calda domenica di metà ottobree un inizio di autunno che sembra fatto apposta per andare in moto dopo le domeniche torride di agosto,una buona compagnia e tanta voglia di stare insieme, il gioco è fatto.
Partenza come ogni volta dal Foro Boario, benzinati e colazionati, dove ci siamo trovati alle 09,00 in nove moto, altre tre si sarebbero aggiunte, strada facendo, alla rotonda di Pontedera per un totale di dodici moto e sedici partecipanti.
Da Pontedera, direzione Castelfalfi, quindi San Gemignano, Colle di Val D’Elsa e una sosta obbligatoria, anche per lo stomaco, quando transitiamo da quelle parti, al “Bar dell’Orso” per un pranzo veloce a base di panini; dopo il caffè di nuovo in strada con destinazione il vicino borgo di Monteriggioni e, quindi Pontignano dove ci attende la stupenda Certosa.
Questa struttura medioevale ha le sue origini nel 1341 quando Bindo da Falcone ottenne dal Vescovo di Siena l’autorizzazione a costruire un monastero completo di chiesa, chiostri, celle espazi per i servizi da donare a dodici certosini che avrebbero dovuto abitare nella certosa in una zona di confine tra il territorio senese e quello fiorentino.
La Certosa ha subito più di una devastazione, nel 1449 e nel 1554 ogni volta però è stata ricostruita.
Il suo vero sviluppo si ha tra la fine del Quattrocento e il Cinquecento e i segni del Rinascimento si vedono, soprattutto nel chiostro grande, altri interventi si susseguono nei secoli successivi; tra il Seicento e il Settecento nascono il “Cappellone” e la cappella di Sant’Agnese, edificata nel 1703, la chiesa principale, invece, conserva ancora alcuni elementi trecenteschi; il tutto integrato perfettamente nel paesaggio dei colli del Chianti.
Le decorazioni artistiche vedono tra i protagonisti il pittore fiorentino Bernardino Poccetti, autore della grande “Ultima Cena” nel rafettorio (1596) e del “Samaritano al Pozzo” in una delle celle (ora adibite a camere per i visitatori che desiderano pernottare) altri artisti sono Orazio Porta e Stefano Cassini. Oltre agli affreschi spicca il coro ligneo realizzato da Domenico Atticciati, uno dei migliori ebanisti dell’epoca.
Alla fine del settecento i monaci abbandonarono la Certosa che, dopo un breve passaggio ai Camaldolesi, fu venduta a privati. Nel 1939 fu acquistata dalla “Società Certosa di Pontignano” che ne curò il restauro e, durante la seconda guerra mondiale, divenne rifugio per ebrei e perseguitati politici. nel 1959 è stata, infine, acquistata dall’Università di Siena che l’ha trasformata in residenza universitaria e centro congressi.
Noi ci siamo limitati ad una visita veloce e in autonomia, contemplando il chiostro grande che è il cuore del complesso e il chiostro piccolo, più intimo e raccolto, il giardino all’italiana con aiuole, una limonaia storica e piante ornamentali e poi, naturalmente, la chiesa con la sua volta affrescata con i dipinti del poccetti, il coro ligneo e le cappelle laterali.
Finita la visita di questo gioiello del Chianti, con rammarico, riprendiamo di casa ritornando verso Colle di Val D’Elsa, Poggibonsi, Certaldo e Ponte a Elsa dove abbiamo fatto un’ultima sosta per un caffè offerto da Leonardo per festeggiare la nuova moto.
Un ultimo saluto e un arrivederci alla prossima avventura… e poi tutti a casa.
Grazie a chi c’era e alla prossima!
Stay Tuned!

