02.08.2026
Continua il tour dei laghi freschi, questa volta tocca al Lago Santo.
Il Lago Santo è adagiato fra il verde delle montagne dell’Appennino Modenese a quota di 1501 metri e la facile raggiungibilità sia in automobile sia a piedi seguendo i numerosi sentieri esistenti, fa di questo posto uno dei più frequentati del territorio appenninico.
Il lago è di origine glaciale e sulle sue spalle porta ancora il segno di molte leggende popolari sull’origine del suo nome, che fanno riferimento alla morte o di giovani amanti o di cacciatori, inghiottiti dal lago dopo la rottura della superficie ghiacciata,
con la seguente santificazione delle acque.
La distanza non è molta, quindi la partenza è comoda e il ritrovo è alla 9.30 al Foro Boario.
Le strade plausibili sono 2, o attraverso l’Abetone o dal Passo delle Radici.
L’opzione 1 la escludiamo visto il periodo e la conseguente molteplicità di auto e camper che sono soliti frequentare quelle strade alla ricerca del fresco.
Dopo i 15 minuti accademici partiamo direzione Castelnuovo, al mattino sotto monte sulla SP20 c’è sempre un pò di piacevole fresco.
Il traffico qui è decisamente minore, anche se la strada compensa un pò non essendo proprio il massimo. Comunque di buon passo arriviamo alla prima sosta fresca al Casone di Profecchia.
Qui reintegriamo un pò di liquidi e ci portiamo avanti prendendo dei Panini da portarci al lago.
Prima di partire vediamo arrivare anche Christian e Monica, forse si sono decisi all’ultimo secondo e si aggregano.
Presa una boccata d’aria ripartiamo fino allo scollettamento del passo delle radici, da qui la strada finalmente migliora e possiamo guidare un pò più rilassati.
Di buon passo arriviamo a Sant’Annapelago, ancora qualche manciata di belle curve e troviamo la deviazione per il Lago.
Qui la strada è tipica di montagna, stretta, buona parte all’ombra, ma le buche sono molte ed evidenti, pochi i tratti con l’asfalto nuovo e a son di slalom, arriviamo al parcheggio.
Adesso 10 minuti a piedi e raggiungiamo lo scollinamento dove, in modo quasi scenografico, appare il lago.
Approfittiamo dell’erba e dei sassi sulla riva per posizionarci e riempire lo stomaco.
Stavolta è difficile restare fermi, è doveroso fare 2 passi sul sentiero che costeggia la riva.
Ormai sono quasi le 15 e il tempo sembra pure cambiare e decidiamo di ritornare alle moto. Neanche il tempo di arrivare al parcheggio e comincia il diluvio.
Ci ripariamo dove possibile, l’azzurro che vediamo all’orizzonte ci da speranza di un miglioramento.
Dopo circa 40 minuti smette di piovere, ci giungono notizie che verso Pievepelavo c’è il sole senza nuvole, e decidiamo quindi di risalire in moto, ma….
…ma Gru non trova le chiavi della moto. Quindi ripercorriamo tutte le tappe con occhi fissi a terra e niente, chiediamo ai bar se qualcuno avesse trovato qualche mazzo di chiavi e niente…
Quindi l’unica cosa da Fare è accompagnarlo a casa per poi tornare con le chiavi di scorta.
Prima di ripartire ricontrolliamo tutte le tasche, pantaloni, giacca, casco e niente, le chiavi non si trovano e questo perchè le aveva lasciate nella serratura della sella del passeggero, praticamente invisibile se non metti la mano.
Quindi Gru si è cosparso il capo di cenere e ci siamo finalmente messi in moto, meglio così.
Effettivamente dopo pochi km le strade tornano asciutte e spunta il sole che ci accompagna fino all’Abetone per l’ultima sosta, quella dei saluti.
Come previsto qui c’è il mondo e la strada verso Lucca non sarà sicuramente all’insegna del divertimento, ma dello stress dal traffico e dalle code.
Come sempre ottima giornata in ottima compagni!
Grazie a chi c’era e alla prossima!
Stay Tuned!

