39^ Milano – Taranto dal 05 al 11 luglio 2026

MILANO –TARANTO 39^ EDIZIONE DAL 05 AL 11 LUGLIO 2026

PRIMA TAPPA
L’attesa è finita,il viaggio di avvicinamento verso Milano con il sidecar carico di bagagli, dopo gli ultimi aggiustamenti e controlli, fotografie lungo il percorso e quella strana sensazione di affrontare qualcosa di nuovo e di grande che può sentire solo chi sta per partire per la 39^ edizione della Milano-Taranto. Arriviamo con largo anticipo, alle 11,00 siamo già a Milano e precisamente all’ Antico Borgo in Città. Chiediamo di poter entrare per parcheggiare il sidecar nonostante siano tutti super impegnati all’allestimento del famoso Traguardo , lo storico arco da dove sono partite tutte le 38 edizioni precedenti e da dove partirà anche quella di quest’anno. Parcheggiamo il sidecar e assaporiamo oltre all’atmosfera veramente particolare, qualche minuto di relax. Alle 15 in punto tutto è pronto,comincia il controllo dei documenti di iscrizione e le verifiche tecniche. Come tutti gli altri ritiriamo il nostro Gadget di benvenuto, completiamo tutte le operazioni di verifica e ci prepariamo alla lunga avventura. Importantissima è l’istallazione del GPS tracker sul nostro mezzo. Grazie a questa tecnologia possono sapere in ogni momento dove si trova ciascun equipaggio, una sicurezza e uno strumento che permette di seguire il percorso durante il viaggio verso Taranto. Durante il pomeriggio si susseguono i briefing, le dimostrazioni pratiche dei controlli orari e tutte le spiegazioni necessarie per affrontare al meglio il percorso. Intanto piano piano la notte si sostituisce alla sera. L’adrenalina comincia a salire iniziano gli ultimi controlli dei propri mezzi compresi i vari fari aggiuntivi per illuminare la notte di Milano. Poi le staffette prendono il via con circa un’ora di anticipo rispetto ai concorrenti, raggiungendo le prime postazioni lungo il percorso. E alla fine arriva la mezzanotte, i primi partecipanti attraversano il traguardo di partenza. Molti tentano la partenza a spinta per conquistare preziosi punti validi per la classifica con il sidecar è praticamente impossibile e quindi ci rassegnamo… la nostra partenza è prevista per le 00,34. Uno dopo l’altro, nell’arco di circa un’ora e mezza, tutti i partecipanti lasciano Milano. Un lunghissimo serpentone di moto storiche si allontana dalla città con molti appassionati ai bordi della strada a salutare la carovana che affronta le strade della pianura lombarda, illuminate soltanto dai fari più o meno di serie delle motociclette. Inizia così il lungo viaggio verso il Sud, proprio come facevano i primi partecipanti alla Milano-Taranto fino al 1956. La prima sosta è a Crema, e a darci il benvenuto è lo staff del Moto Club Crema. Un’ottima accoglienza a base di tortelli di Crema e formaggi vari oltre ad un caffè caldo per mantenere l’energia e l’attenzione alla guida. Dopo il controllo orario si riparte attraversando le campagne della Lombardia verso il Garda. La successiva sosta è Castiglione delle Stiviere. Qui il controllo orario prevede anche un caffè e un cornetto per spezzare la guida notturna… e subito di nuovo in viaggio, quando la stanchezza inizia a farsi sentire.Pochi chilometri più avanti il percorso raggiunge il Lago di Garda. Arriviamo sul lungolago di Desenzano del Garda alle prime luci dell’alba..Lasciato il Garda si entra nel Veneto. A Montebello Vicentino c’è un nuovo controllo orario ed ad attenderci c’è Registro Storico Ceccato con il Conservatore Giampaolo Peripoli, uno dei marchi che hanno fatto la storia del motociclismo vicentino.Il ristoro è organizzato dal Moto Club Montebello Vicentino ed offre una meritata pausa dopo la lunga notte per poi ripartire alla volta di Breganze. Il percorso attraversa la provincia vicentina, per arrivare nella storica Piazza Mazzini di Breganze in festa. Sotto il caratteristico

campanile, veniamo accolti dagli stand allestiti dall’Associazione Nazionale Alpini – Gruppo di Breganze, Sezione Monte Grappa Bassano, e dagli amici dell’Accademia del Ciclismo. Da qui in pochi minuti si può raggiungere il museo della Laverda.Terminata la visita, affrontiamo gli ultimi chilometri della giornata attraversando le campagne vicentine, con il sole alto che “riscalda” la nostra strada. Dopo la lunga notte, la fatica inizia a farsi sentire, ma la è grande anche la soddisfazione di aver terminato la prima tappa. L’arrivo di tappa è direttamente in hotel, dove vengono ritirate le schede di marcia che ci hanno consegnato alla partenza da Milano. Finalmente ci possiamo riposare, un veloce pranzo a buffet e poi la consegna della camera e la meritata doccia…in attesa della cena che chiuderà questa giornata incredibile ed emozionante. Domani si ripartirà verso Arezzo.

SECONDA TAPPA
Alle 8,34 in punto partiamo per lasciare Padova con avanti a noi oltre 300 chilometri da percorrere per arrivare ad Arezzo attraversando la pianura veneta e avvicinandoci a Lendinara. Attraversiamo l’Adige percorrendo il caratteristico ponte in ferro. Come sempre a Lendinara ci attendono la calorosa accoglienza di persone meravigliose. L’associazione “Attivamente in Prima Persona”, l’Amministrazione Comunale, la Pro Loco e il Moto Club Lendinara Road88, con caffè, panini e tanta festa. Ripartiti da Lendinara lasciamo la provincia di Rovigo e quindi il Veneto ed entriamo in Emilia all’interno del Delta del Po per raggiungere Argenta nella provincia di Ferrara, accolti impeccabilmente dall’amministrazione Comunale e dal Moto Club 4401 Argenta. La tappa prosegue verso Modigliana in provincia di Forlì-Cesena dove è possibile visitare il Museo della Collezione Parilla, nato dalla passione di Bruno Baccari e oggi custodito dai figli Cesare e Claudio. E dove siamo rifocillati da un ricco ristoro a base di frutta, formaggi e dalla piadina romagnola. Ripartiamo per affrontare il tratto più impegnativo di questa seconda tappa con l’attraversamento dell’Appennino con il Passo del Carnaio e il Passo dei Mandrioli che richiedono esperienza, prudenza e molta forza di braccia, almeno per me… Dopo tanta fatica, a Soci ci aspetta un’altra sosta impreziosita da una gustosissima piadina preparata e offerta da “A Tutta Piadina” e con un fresco ristoro a base di frutta. Alla ripartenza affrontiamo il Controllo Orario con Prova Speciale valido per la classifica finale. Nel tardo pomeriggio raggiungiamo Arezzo stanchi morti ma soddisfatti, anche la seconda tappa è terminata.
Arriviamo direttamente in Piazza della Libertà e veniamo accolti dagli amici del Vespa Club Arezzo, una breve sosta per consegnare le schede del percorso e poi la corsa in albergo per la meritata doccia e la cena.

TERZA TAPPA
La terza tappa si snoda dalle colline umbre fino alla campagna laziale, passando per la Tuscia viterbese. La partenza è da Arezzo e per noi la giornata inizia alle 07,30 con la consegna delle schede di viaggio e la partenza alle 08,34 precise come, ormai, ogni mattina della Milano – Taranto. Un’ora prima partono i ricognitori che hanno il compito di controllare il percorso e soprattutto la freccia tura (in odo che non venga modificata o che, invece, ha bisogno di essere modificata per motivi di viabilità), seguiti dalle staffette. Dietro le quinte, mentre i partecipanti si allontanano, prende vita il lavoro dei componenti la logistica che devono trasportare centinaia di bagagli da un albergo all’altro di modo che ogni partecipante li possa ritrovare alla fine della tappa. Lasciata Arezzo, il percorso entra subito in Umbria con lo spettacolare panorama sul Lago Trasimeno, che ci accompagna fino al primo Controllo Orario a Mugnano, dove ad attenderci c’è la splendida accoglienza organizzata dalla Pro Loco, e dal Moto club Mugnano.

Qui veniamo accolti con le tradizioni del territorio: la tipica torta al testo perugina e il Gelsomino, il dolce simbolo di Mugnano. Dopo il piacevole ristoro siamo pronti per il Controllo Orario al centesimo di secondo che servirà in seguito a stilare la classifica di giornata. Ripartiamo da Mugnano e affrontiamo un percorso tra dolci colline, campi coltivati, filari ordinati, distese di girasoli e panorami che ci accompagnano fino a Grutti. Qui ad accoglierci troviamo l’Associazione per Grutti, e tutti i volontari, i giovani degli Sbandieratori e Musici di Grutti, protagonisti di una bellissima esibizione e poi c’è il ristoro dove la frutta la fa da padrone con succose fette di cocomero e meloni oltre alla famosa porchetta di Grutti.

Anche qui abbiamo una Prova Speciale del Controllo Orario con partenza al centesimo di secondo, ma ormai non ci fa più paura… Si riparte e il tracciato costeggia il Lago di Corbara per raggiungere lo splendido borgo storico di Penna in Teverina dove il tradizionale ristoro ci viene offerto all’interno delle sale civiche del centro storico, gli artefici di questo “banchetto” composto da prodotti di bufala, panzanella umbra, supplì e il tortiglione dolce tipico della tradizione, sono i componenti del “Museo Scuderia Traguardo”, del “Museo dei Presepi”, della Proloco di Penna in Teverina e del Comune di Penna in Teverina.

Si riparte attraversando la campagna della Tuscia fino ad arrivare a Fabrica di Roma dove troviamo il ristoro organizzato dal Gruppo Auto Moto Vintage di Fabrica di Roma e dove possiamo assaggiare il Pammolle, una prelibatezza tradizionale preparata con pane bagnato e fagioli oltre alla solita frutta fresca e dissetante.

Qui è prevista l’ultima prova speciale e Controllo Orario della giornata poi di nuovo in strada per il trasferimento, finalmente conclusivo, verso Tivoli attraversando la campagna laziale la Tuscia meridionale e la Valle del Tevere.

L’arrivo direttamente in albergo per la consegna delle schede di viaggio e la solita agognata doccia, prima della cena.

QUARTA TAPPA
Lasciamo Tivoli con partenza alle 08,34 precise dopo aver ritirato la nostra scheda di viaggio. La quarta tappa corrisponde alla metà del viaggio verso Taranto. Le prime tre tappe sono ormai un bellissimo ricordo e davanti a noi c’è la prima delle ultime tre. Affrontiamo uno dei trasferimenti più belli, nel cuore dell’Appennino centrale attraversando il Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, la più vasta area protetta del Lazio, per poi scendere verso la Ciociaria con panirami stupendi sulla Valle dell’Aniene e sui Monti Ernici. La prima sosta è a Ferentino accolti da tutto lo staff del Moto Club Ferentino con un caloroso benvenuto in Piazza Matteotti dove è previsto il primo Controllo orario. Il ristoro preparato la gustosissima pizza bianca con la mortadella e l’immancabile pizza rossa. A sorpresa arriva anche un omaggio dal grande valore simbolico: una cartolina postale dedicata alla manifestazione, da annullare e spedire direttamente sul posto, un ricordo veramente originale. Dopo il ristoro, per tutti, c’è una delle prove speciali della giornata. Con partenza al centesimo di secondo alle 10,34,00 Il nostro viaggio riprende attraversando il cuore della Ciociaria, lasciando poi lo spazio al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e conducendoci fino ad Atina, nella stupenda Piazza G. Marconi. Atina vanta origini antichissime, addirittura precedenti a Roma secondo la tradizione, tanto da essere citata persino nell’Eneide di Virgilio. Ma è anche famosa per le sue eccellenze gastronomiche, come il celebre Fagiolo Cannellino DOP e il Pecorino di Atina, simboli della Valle di Comino. Come si fa dimenticare la fragrante pizza fritta farcita con la mortadella e servita ancora calda dalle graziose ragazze della Pro Loco, il saporito Pecorino DOP e le tagliatelle accompagnate dal celebre Fagiolo Cannellino DOP. Lasciamo Atina con l’ennesimo Controllo Orario e il percorso si fa veramente affascinante tra curve, e panorami che attraversano il territorio dominato dall’antico vulcano di Roccamonfina e dal Monte Santa Croce, un’area ricca di boschi di castagni e natura incontaminata. Con questo andare arriviamo a Conca della Campania uno splendido borgo che ospita un nostro Controllo Orario. È un territorio ricchissimo di bellezze naturali come le Cascate dei Mulini, le cascate di Conca, le Cascate di Lieti e il Parco Porcinai-Galdieri. Non a caso proprio quest’anno Conca della Campania ha ottenuto il prestigioso riconoscimento “Spighe Verdi 2026”, assegnato ai Comuni che si distinguono per sostenibilità ambientale, qualità della vita e valorizzazione del territorio. L’accoglienza è al Top grazie a tutta l’amministrazione comunale e alla Pro Loco “Conca Insieme APS” per l’organizzazione e alla Profood Srl che ha offerto il ricco buffet. L’ultima parte della quarta tappa ci accompagna nell’Alto Casertano e la pianura campana. Poi, purtroppo, il paesaggio cambia completamente e ci troviamo catapultati tra Santa Maria Capua Vetere e Caserta nella concitata vita di un grande borgo cittadino pieno di traffico strade impraticabili e dossi che ci accompagnano fino all’arrivo al al Grand Hotel Vanvitelli. Solito rituale della consegna delle schede di viaggio e del ritiro dei bagagli prima del meritato riposo e della rigenerante doccia poi tutti a cena. 

QUINTA TAPPA
La penultima tappa di questa Milano-Taranto ci porterà dalle terre del Casertano fino al Gargano, passando per Irpinia, Sannio, Daunia e Capitanata. La giornata, come tutte le mattine inizia con la consegna delle schede di viaggio e la riconsegna dei bagagli personale all’organizzazione che ce li farà ritrovare all’arrivo al prossimo albergo. Siamo appena partiti puntualmente alle 08,34 e fatti pochi chilometri ci troviamo di fronte, improvvisamente, la spettacolare vista del maestoso Acquedotto Carolino nella valle di Maddaloni, una delle opere di ingegneria più impressionanti per grandezza e ardimento costruttivo, noi ci passiamo di sotto con il nostro sidecar ed è veramente emozionante.

La prima sosta è a Venticano per il Controllo Orario in Piazza Monumento ai Caduti, dove siamo accolti con la immancabile gentilezza e allegria dall’Amministrazione Comunale, il Moto Club Venticano e la Pro Loco. Anche qui la gastronomia la fa da padrone, come ogni organizzatore delle soste inermedie, anche Venticano, parteciperà alla classifica per il miglior “Ristoro” . La mozzarella preparata al momento dal Caseificio Grelle, il celebre caciocavallo impiccato, il sorprendente gelato artigianale “Lo vino cu’ ‘a percoca”, la tradizionale pasta al puleio e la pizza con la scarola, tutte prelibatezze da leccarsi i baffi. partiti da Venticano. L’Irpinia lascia spazio al Sannio, con tantissime colline e saliscendi,con fondi stradali al limite della percorribilità ma che ci portano all’interno di uno scenario spettacolare: il grande parco eolico dell’Appennino,decine forse centinaia di gigantesche pale eoliche ci appaiono sulle creste delle montagne a perdita d’occhio, davvero indimenticabile. Continuando in questo panorama surreale, arriviamo a San Bartolomeo in Galdo per il Controllo Orario in Via Regina Margherita, troviamo un grazioso paese appassionati e famiglie incuriosite dai nostri mezzi. A darci il benvenuto c’è l’amministrazione Comunale con il sindaco, il Moto Club San Bartolomeo in Galdo, il Vespa Club San Bartolomeo in Galdo, la Protezione Civile, e l’Associazione Misericordia. Ripartiamo tra mille saluti, lasciamo i boschi dell’Appennino ed entriamo nella Capitanata per arrivare a Torremaggiore altra sosta-ristoro e Controllo Orario presso la Villa Comunale, accolti dai volontari di Torremaggiore in Vespa. Qui ci aspetta un ristoro tipico della Puglia attraverso i suoi sapori: pancotto condito con olio extravergine d’oliva, cavatelli con rucola e pomodorini datterini, e, intorno a noi, gli sbandieratori, gli arcieri, i figuranti in costume storico e le associazioni locali.

L’ultimo tratto della giornata è la strada che collega Torremaggiore a San Giovanni Rotondo, un percorso che attraversa immensi campi di grano, rettilinei infiniti da percorrere sotto un sole impietoso e tantissimo caldo, in compenso l’asfalto è veramente da oscar e questo mi ripaga di tutta la fatica fatta fino a qui, a questa mia prima Milano-Taranto. Senza nemmeno accorgersene tenendo un’andatura piuttosto allegra… arriviamo a San Giovanni Rotondo e precisamente al Gran Paradiso Hotel. Parcheggiamo il sidecar e, come sempre, il primo rito è la riconsegna delle schede di viaggio e il ritiro dei nostri bagagli. Poi finalmente arriva il momento della meritata doccia, di una birra fresca sulla terrazza dell’albergo e di qualche chiacchera con altri partecipanti conosciuti durante questo lungo viaggio che sta volgendo verso la fine, infatti domani ci aspetta l’ultima tappa. Siamo combattuti tra la soddisfazione di aver quasi compiuto questa avventura straordinaria e la “tristezza” che tutto sta per finire, ma c’è anche la preoccupazione che tutto non venga rovinato negli ultimi chilometri e poter arrivare al traguardo della Milano-Taranto 2026.

SESTA TAPPA
L’ultima tappa della Milano-Taranto è la sfida che conclude questo lunghissimo viaggio dal Nord al Sud d’Italia. Sono trecento i chilometri che ci separano ancora dall’arrivo, e nulla è ancora “sicuro” al 100% dopo oltre 1.400 chilometri percorsi. Il caldo del Sud ci mette alla prova e poi c’è la tensione di non mandare a monte i risultati di classifica fino a qui ottenuti fino all’ultimo centesimo di secondo in cinque giorni di gara anche se nessuno, bugiardamente…, dichiara di partecipare per la classifica finale. Lasciamo San Giovanni Rotondo come ogni mattina, dopo il ritiro delle schede di viaggio, alle 08,34 precise e, dopo pochi chilometri, troviamo le bianchissime Saline di Margherita di Savoia che contrastano con l’azzurro intenso dell’Adriatico, mentre qualche chilometro più avanti, compare, in lontananza, l’inconfondibile profilo di Castel del Monte, capolavoro fatto costruire da FedericoII e Patrimonio Mondiale UNESCO, con la sua perfetta forma ottagonale. Ai piedi del castello troviamo il nostro primo Controllo Orario con il solito fantastico ristoro gastronomico a base di: mandorle tostate insaporite con senape, bruschette, olive e mozzarelline freschissime e tanta tanta frutta per calmare la nostra sete.

Ogni giorno abbiamo bevuto circa 4/5 litri d’acqua che trovavamo durante le nostre soste di ristoro. Il nostro viaggio prosegue attraversando l’Alta Murgia, con i suoi pascoli, le antiche masserie e gli interminabili muretti a secco, per poi scendere verso la Bassa Murgia, dove uliveti, vigneti e mandorleti ci accompagnano verso la tappa di Sammichele di Bari per un nuovo ristoro e Controllo Orario. Decine di volontari ci accolgono entusiasmo e trasformano la piazza in una vera festa. La squisita zampina con la certificazione IGP (si tratta di piccole salsiccie cotte sulla brace) rende più speciale la nostra sosta gastronomica, ma come non citare le friselle, la focaccia a libro, le mozzarelle freschissime e tante altre eccellenze locali, mentre le ballerine di pizzica, rendono la festa ricca di colori e tradizione. Partenza rigorosamente precisa al centesimo di secondo e di nuovo in strada per entrare nella Valle d’Itria fino a Villa Castelli dove, nel Palazzo Comunale troviamo persone festanti, che ogni anno aspettano il passaggio della Milano-Taranto, offrendoci un ristoro a base di purè di fave, peperoni, friselle, anguria e tante altre specialità del territorio.

Da Villa Castelli a Taranto mancano ormai pochi chilometri. Le staffette di Taranto ci guidano ad ogni incrocio e ci accompagnano con professionalità fino al Lungomare Vittorio Emanuele III. Poi arriva il momento che tutti aspettano. Due, tre moto per volta, seguendo l’ordine di partenza, affrontano l’ultimo rettilineo, fino a che arriva il nostro turno (I sidecar partono uno per volta e dietro di noi aspettano il loro turno i sei sidecar degli, ormai nostri, amici svizzeri, con cui abbiamo condiviso ogni chilometro di questa avventura. Davanti a noi la bandiera a scacchi, ai lati due ali di pubblico che applaudono senza sosta. Ogni equipaggio viene accolto da un applauso, è un’emozione e una soddisfazione che non si può descrivere e, vi giuro, vale più di qualsiasi coppa o classifica. Non mi vergogno a dire che ho trattenuto a stento le lacrime e,anche adesso che scrivo provo dei brividi di emozione e commozione (sarà che invecchiando si diventa più sensibili alle emozioni…). Iniziano gli abbracci con amici conosciuti lungo il viaggio, è il momento in cui la tensione lascia spazio alla gioia. Ad accoglierci c’è lo schieramento dei Bersaglieri. Il ristorante Open Theater, a nome del Comune di Taranto, offre a tutti una succulenta degustazione di cavatelli con cozze freschissime, eccellenza tarantina, mentre il Vespa Club Lizzano, rende ancora più piacevole il ristoro con un sorso di vino DOC. Dietro questa impeccabile organizzazione c’è il lavoro instancabile del Lambretta Club Taranto, Non dobbiamo dimenticare, però, la parte burocratica della gara, quindi tutti a consegnare la scheda di viaggio e il GPS che ci hanno consegnato a Milano e che, fortunatamente, è rimasto inutilizzato nel bauletto… Ovviamente non mancano le foto di rito sotto il traguardo storico. Ci tratteniamo fino a quando sul Lungomare anche l’ultima moto ha tagliato il traguardo, e poi ci trasferiamo assieme a tutti gli altri in hotel per la tradizionale Cena di Gala, l’appuntamento conclusivo che ogni anno riunisce concorrenti, organizzatori, volontari e accompagnatori attorno agli stessi tavoli fino al momento delle attesissime premiazioni. Dopo oltre 1.700 chilometri percorsi, cinque giorni di gara e decine di prove speciali, arriva finalmente il verdetto. Qui non vince il più veloce, ma chi ha saputo essere il più regolare, il più preciso, il più costante e inaspettatamente ci troviamo premiati per il 3° gradino del podio per categoria e trentottesimi su 192 partenti nella classifica generale, direi un ottimo risultato per la nostra prima partecipazione, anche se non era questo il nostro obbiettivo finale. Applausi, strette di mano e fotografie accompagnano la consegna dei premi.

Siamo orgogliosi di aver fatto parte parte di questa grande 39^ edizione della Milano-Taranto che non è solo una rievocazione storica iniziata trentanove anni fa dal patron Franco Sabatino e continuata, dopo la sua scomparsa, dalla moglie e dalle figlie Natalina, Claudia e Lina.

Un grazie a tutti per la meravigliosa avventura che ci hanno fatto vivere, ma soprattutto un grazie di cuore al mio compagno di viaggio Graziano che senza mai brontolare, nonostante , a volte, una guida piuttosto allegra…, mi ha supportato in questa corsa da Nord a Sud, da Milano a Taranto e perché no, un ringraziamento va anche al mio Sidecar che non ha mai e dico mai avuto un cedimento o un problema nonostante che, alla mezzanotte di domenica 12 luglio dopo già 2.000 chilometri percorsi si sia rimesso in strada per percorrere ancora oltre 850 chilometri fino a casa.

Non credo che bisseremo l’anno prossimo, ma il desiderio di riprovarci è grande, però questa volta in moto, in fondo basta staccare il sidecar…

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